Professionisti: Per i beni immateriali vale il criterio di cassa

 

Per l’acquisto dei beni immateriali dei professionisti ad utilità pluriennale il legislatore non ha previsto il relativo trattamento fiscale anche dopo la riforma del Tuir. Infatti, nella determinazione del reddito di lavoro autonomo, non ha previsto una specifica disposizione diretta alla deduzione dell’ammortamento dei beni immateriali. L’art. 54 del TUIR, comma 2, dispone che per i beni strumentali per l’esercizio dell’arte o della professione sono ammesse in deduzione quote annuali di ammortamento non superiori a quelle risultanti dall’applicazione del DM 31 dicembre 1988 il quale, tuttavia, si occupa solo di beni materiali.

Di fatto, la struttura dell’art. 54 del TUIR ricalca quella dell’art. 50 del DPR 597/73, quando, al posto del plotter, c’era il tecnigrafo e, al posto del computer, la macchina da scrivere, le schede a ricalco e il giornalmastro. Di tale lacuna normativa si è occupata l’Amministrazione finanziaria che in diverse occasioni si è occupata della materia, giungendo tuttavia a soluzioni non uniformi. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 30 del 2006 ha preciato che l’art. 54 comma 1 del TUIR sancisce l’applicazione del criterio di cassa come principio generalmente applicabile nella determinazione del reddito di lavoro autonomo che può essere derogato solo nei casi espressamente previsti dalla norma.

Per conseguenza, secondo dottrina, il costo relativo ad un bene immateriale (come nel caso di un marchio) è deducibile nel periodo d’imposta in cui lo stesso è stato sostenuto dal professionista. Riguardo la disciplina del software, sempre secondo dottrina si applica il criterio di cassa, con la sola eccezione del software di base, vale a dire quel software che contiene le istruzioni indispensabili per far funzionare il computer (il sistema operativo). Questo software si considera una parte dell’hardware e deve essere ammortizzato con lo stesso.

Procedura non particolarmente problematica, posto che viene generalmente fatturato con l’hardware in modo indistinto. Seguono, infine, il criterio di cassa anche le prestazioni di servizi a cadenza periodica retribuite con canoni (licenze d’uso, aggiornamenti, assistenza).

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