Che cos'è il Cloud Computing?

Le associazioni tra artisti e
professionisti e le società di persone possono, con il preventivo
consenso dei singoli associati o soci, utilizzare i crediti Irpef
derivanti dalle ritenute subite per compensare i propri debiti fiscali
e contributivi, utilizzando uno specifico codice tributo.
Questo è quanto precisato nella circolare n. 56/E del 2009 delle Entrate che ha così posto fine agli inconvenienti derivanti soprattutto dalle ricorrenti situazioni creditorie dei partecipanti alle associazioni professionali provocate dall’applicazione della ritenuta del 20% sui compensi.
Per poter fruire di questa possibilità devono essere presenti determinati condizioni tra cui quella che il credito deve risultare dalla dichiarazione annuale della società. Nell’art. 22, comma 1, del T.U.I.R. viene fatto riferimento alle ritenute operate sui redditi “delle società, delle associazioni e delle imprese indicate nell’art. 5”, che si scomputano dalle imposte dovute dai “singoli soci, associati partecipanti”. In proposito, Gianfranco Ferranti ritiene, quindi, che il principio affermato nella predetta circolare si applichi, oltre che alle associazioni senza personalità giuridica per l’esercizio in forma associata di arti e professioni e alle società di persone ed equiparate, anche alle imprese familiari, ai cui collaboratori sono attribuite pro-quota le ritenute (nonché alle aziende coniugali).
Ciò anche se la circolare non menziona ciò. Per cui viene richiesto l’intervento di ulteriori precisazioni al riguardo.